Autrice: Silvia Oudhoff
Vi siete mai chiesti quale politico, personaggio famoso o studioso della nostra epoca si conceda regolarmente un joint? Per un personaggio pubblico non è certo facile parlare apertamente di un consumo regolare di cannabis. Ma quante persone private lo fanno pubblicamente?
Cosa direste se vi raccontassimo su quale curiosità si è imbattuta la nostra redazione? Esiste una seria discussione scientifica sulla possibilità che William Shakespeare trovasse parte della sua ispirazione anche fumando marijuana.
Cannabis e Shakespeare nel XVI secolo
Quando viveva William Shakespeare, consumare cannabis, o come lui stesso la chiamava nel Sonetto 76, semplicemente "weed", era probabilmente più comune di oggi. Sul suo certificato di battesimo compariva il nome Guilielmus filius Johannes Shakespeare, mentre William Shakespeare era il nome con cui era conosciuto. È particolarmente interessante notare che il consumo di prodotti a base di cannabis all'epoca non fosse affatto un tabù. Inoltre la canapa era onnipresente come materia prima. William Shakespeare non scriveva ancora su carta ottenuta dalla lavorazione del legno, bensì su carta di canapa. Ai suoi tempi la canapa era diffusissima e considerata una risorsa preziosa. Anche nella navigazione era fondamentale: le corde di canapa erano tra le più resistenti e affidabili, perfino con mare agitato. Ogni marinaio lo sa ancora oggi.
Nella scena teatrale dell'Umanesimo, del Rinascimento e della Riforma, Shakespeare riscuoteva grande successo al Globe Theatre, sulla riva sud del Tamigi a Londra, con oltre 36 drammi e più di 150 sonetti. Soprattutto grazie a Romeo e Giulietta, la sua opera più celebre, Shakespeare è ancora oggi conosciuto in tutto il mondo. Attori, attrici e spettatori di ogni età conoscevano bene la canapa come materiale utile e versatile. All'epoca se ne conoscevano già le numerose applicazioni: era migliore del cotone per molte lavorazioni, resistente all'umidità e ampiamente utilizzata anche per l'abbigliamento. Inoltre perfino le persone più povere potevano permettersi i semi di canapa, ricchi di grassi e proteine preziosi.
Sulla lobby della carta e sulla storia del proibizionismo della cannabis possiamo parlarne più nel dettaglio in un articolo del blog. Che ne dite? Scriveteci una mail a info@hybrid-filter.com, usate il nostro modulo di contatto oppure mandateci un messaggio su Facebook, Instagram o TikTok.
Shakespeare e la cannabis
Se si cerca online l'attuale dibattito scientifico, compaiono spesso termini come "Il giardino di Shakespeare" o "la pipa di cannabis di William Shakespeare". Li abbiamo esaminati più da vicino per voi.
Anche Harald Lesch ha affrontato il tema di Shakespeare e della cannabis in uno dei suoi numerosi documentari della ZDF. In questa occasione ha parlato dello stato di alterazione, delle sostanze psicoattive in generale e del contesto storico. Il noto professore si è soffermato soprattutto sul mistero del "Giardino di Shakespeare". Per lui era altrettanto importante sottolineare che, ai tempi di William Shakespeare, la canapa fosse una pianta utile del tutto normale. Il consumo di marijuana era allora diffuso quanto oggi lo è l'alcol per noi. Viene inoltre presentata una teoria secondo cui William Shakespeare potrebbe aver trovato ispirazione e momenti di pausa anche attraverso il consumo di cannabis. Proprio quando si fanno affermazioni di questo tipo è importante affidarsi a fonti serie e attendibili. Tanto meglio che questo tema trovi sempre più spazio anche nei media pubblici. Esiste persino un radiodramma di Deutschlandfunk Kultur, "Die Zehnte Muse – Das Gras in Shakespeares Garten". Se volete approfondire l'argomento, possiamo consigliarvi sia il documentario sia il radiodramma.

Il giardino di Shakespeare e la pipa
L'argomento su cui si concentrano la maggior parte degli articoli e dei commenti riguarda la pipa di Shakespeare. Secondo una teoria, uno scienziato avrebbe trovato tracce di cannabis nella pipa di Shakespeare. Si tratta del professor Francis Thackeray, antropologo, o più precisamente paleoantropologo. Le sue ricerche si concentrano principalmente sui resti fossili e sull'evoluzione dell'uomo. La nostra redazione ritiene che questa pubblicazione abbia suscitato molto interesse, ma anche numerose critiche. La maggior parte degli esperti non è infatti convinta che le interpretazioni del professor Thackeray dimostrino un consumo inequivocabile di cannabis da parte di William Shakespeare.
Shakespeare e la cannabis oggi
Non è del tutto chiaro, né nella letteratura né nel dibattito filosofico su Shakespeare o altrove, se Shakespeare abbia davvero consumato cannabis. Con "weed" Shakespeare intendeva inequivocabilmente la canapa destinata al consumo oppure, in questo contesto, indicava semplicemente un indumento in canapa? Dopotutto, ai tempi di Shakespeare la canapa era indispensabile anche per l'abbigliamento. Una discussione seria sul possibile consumo di cannabis da parte di questo grande poeta, il cui nome ancora oggi è presente in quasi ogni lezione di inglese, non può che fare bene al movimento europeo del 420.
In ogni caso è certo che William Shakespeare possedesse una pipa e che la usasse per fumare. Il tabacco iniziò a diffondersi proprio nel periodo in cui visse Shakespeare, alla fine del XVI secolo, come sostanza da fumare. Tabacco e altre erbe erano allora probabilmente più diffusi dell'uso ricreativo della cannabis. È però dimostrato che il consumo di cannabis fosse molto più comune negli ambienti teatrali. Non è quindi affatto improbabile che William Shakespeare possa aver consumato cannabis mentre scriveva. Come filtrerebbe oggi una miscela di cannabis? Noi un'idea ce l'abbiamo. Da grande intellettuale, probabilmente anche oggi William Shakespeare sceglierebbe il meglio per la sua esperienza di fumo e difficilmente rinuncerebbe ai filtri Hybrid Supreme. Che si tratti di CBD, prodotti 420, erbe o tabacco, ottimizzate la vostra esperienza di fumo con la massima riduzione delle sostanze nocive e il pieno gusto. Convincetevene voi stessi 😊
Altri articoli sul tema Shakespeare e la canapa
Sul web trovate altri interessanti contributi su questo tema. Qui vi proponiamo altri due articoli sul giardino di Shakespeare.
- Lo SPIEGEL con "Shakespeare - Geniale grazie all'erba?"
- La Frankfurter Allgemeine con "La pipa di Shakespeare – canapa o non canapa"

